Combattivo
come sempre. Il quarto mandato consecutivo non ha intaccato la voglia
di cambiare un mondo che sente suo, ma che non gli va bene. Perché, e
di questo è sempre stato estremamente convinto, «così non si può andare
avanti. Il calcio così non può reggere».
Presidente Mario Macalli riuscirà nell’impresa di trasformare la Lega Pro in un vero serbatoio di giovani?
«Intendo
modificare il sistema dei crediti, delle valorizzazioni. L’idea che i
nostri campionati debbano essere terreno di crescita per i giovani mi
sembra così condivisibile che non si dovrebbe neanche imporre
l’utilizzo degli under».
Sul fronte iscrizioni, la
scorsa estate è stata bollente: società sparite, altre non ammesse con
relativi ripescaggi. La prossima cosa ci attende?
«Voglio
cambiare le norme per l’iscrizioni ai campionati, cancellando l’obbligo
delle fideiussioni. Penso infatti alla creazione di una cooperativa,
destinata in futuro a diventare una banca sul modello scandinavo. Al
suo interno ci saranno le stesse società che così potranno controllare
direttamente eventuali irregolarità. Perché è giusto che chi non è a
posto vada a casa. Serve più trasparenza e senso di responsabilità.
Penso ad alcune società che sembrano aver perso la memoria e non pagano
le rate della mutualità. Nello specifico: Avellino, Frosinone,
Grosseto, Pisa e Salernitana. Eppure quando erano in Lega Pro i soldi
li esigevano. Infine voglio mettere ordine anche nel fallimento delle
società e nell’ingresso di nuovi soci. Chi entra è giusto che paghi la
tassa ».
Una sua grande battaglia, proposta la prima
volta dall’allora presidente di Serie C, Giancarlo Abete, è la riforma
dei campionati. Ci pensa ancora?
«Va rivisto tutto il
sistema. Cominciando dalla Covisoc. E’ impensabile che un organismo di
controllo non informi neanche le Leghe di appartenenza. Vorrei chiedere
cos’è cambiato, ma ho paura che mi venga risposto che non è cambiato
nulla».
La Lega Pro è nata anche come operazione strategica di marketing. Quanto “tira” sul mercato?
«Dalla
Rai abbiamo circa 1,6 milioni di euro all’anno per le dirette dei
posticipi, poi per diverse società abbiamo trovato accordi anche con
canali privati. Complessivamente per i diritti video la Lega incassa
3-4 milioni di euro a stagione. Anche se le nostre aspettative però
sono altre. Crediamo che il nostro prodotto valga di più».
La
Federazione sta pensando di sperimentare il giudice d’area in alcune
gare della prossima Coppa Italia.E’ pensabile di vedere introdotta
questa novità anche nei campionati di Lega Pro?
«Il
Consiglio Federale ha chiarito che la sperimentazione non è
obbligatoria. Per quanto riguarda la Lega Pro non se ne parla neanche.
Sistemati dietro la porta, in stadi piccoli, sarebbero oggetto di sputi
da parte dei più scalmanati. Poi credo che potrebbero sorgere problemi
di trasmissione e decisione sui singoli eventi all’interno della gara.
Infine con quali soldi si pagherebbero tutti questi arbitri in più».
La Fiumana (la squadra degli esuli istriani e dalmati) ha chiesto di giocare nella Lega Pro. Cosa ne pensa?
«E’
un problema federale. Noi abbiamo nominato una persona (il
vicepresidente Lombardo) che farà parte di una commissione, creata per
valutare la situazione e quindi riferire agli organi federali. Mi
sembra però che, ad oggi, le norme non permetterebbero l’iscrizione
della Fiumana».
Fonte – Corrieredellosport
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