Lega Pro, tutto in alto mare
Il Consiglio Federale si chiude con un flop per la neonata Lega Pro. Ha finito per prevalere, come fedelmente registrato dalla seguitissima diretta di Calciopress (un boom di accessi che ha messo a dura prova le pur solide spalle del nostro manteiner), l’impostazione giustizialista di Abete sulla linea dura di Macalli e Tavecchio che volevano andare fino in fondo.
La colomba ha sconfitto i falchi e costringe tutti ad attendere, secondo un criterio finora inusuale, le conclusioni della giustizia ordinaria (il dibattimento è fissato per l’11 agosto) sulle istanze di riammissione al Tar presentate dalle tre escluse che si erano viste respingere il ricorso dalla Camera di Conciliazione e Arbitrato del Coni (Massese, Nuorese e Sassari Torres). Sul Messina, che chiede il beneficio del Lodo Petrucci pur essendo ampiamente fuori tempo massimo, solito atteggiamento dilatorio e pilatesco degli organi federali. Nessuna decisione. Se ne parlerà la prossima volta. Come se il calcio giocato non dovesse iniziare mai.
E così, invece di procedere ai tredici ripescaggi previsti secondo le regole (quattro per la Prima Divisione e nove per la Seconda Divisione), si è scelta la via del compromesso all’italiana. Le riammesse sono state, infatti, solamente otto: Pro Patria, Lanciano e Spal (Prima Divisione), Andria, Rovigo, Colligiana, Sambonifacese e Montichiari (Seconda Divisione).
Restano scoperti cinque posti, che saranno assegnati probabilmente dopo l’11 agosto. E qui i conti non tornano davvero più. Se pure si voleva attendere l’esito del ricorso avanti al Tar delle tre escluse, i ripescaggi avrebbero dovuto essere almeno dieci. Non è stato coperto nemmeno il posto che il Messina pretende di occupare in Seconda Divisione, e fanno undici. Manca sempre all’appello un posto, quello che sarebbe dovuto toccare secondo la regola dell’alternanza alla Viterbese. E davvero non si capisce perché. Forse alcune delle ripescande hanno problemi con la Covisoc? Ovviamente il solito comunicato criptico della Figc non ha chiarito un bel niente.
Il fatto è che i gironi della Lega Pro sono saltati. I calendari non sono stati elaborati. Molte società non sanno (e non sapranno fino a metà agosto) in quale categoria saranno chiamate a giocare. La Tim Cup partirà il 9 agosto (se partirà…) monca di tutte le squadre non ripescate dalla serie D. Insomma, le solite uova marce tirate in faccia ai tifosi. Quelli che dovrebbero, in buona sostanza, mandare avanti il carrozzone calcio. Ma chissenfrega dei tifosi.
Intanto il presidente Mario Macalli va dritto per la sua strada. Non ammette deroghe sulla restrizione delle rose e sull’utilizzo degli under 21. Anche se è vero che sono previste solo penalizzazioni pecuniarie (mancato accesso ai contributi federali) è da prevedere che tutti i club si metteranno in riga. Ultima in ordine di tempo una nobile decaduta, l’Arezzo, che ha tagliato alcuni dei suoi senatori.
Almeno su un punto la linea è tracciata. E di ciò va dato atto al presidente Macalli, per quanto concordi o discordi si possa essere. Da qualche parte bisogna pure cominciare il rinnovamento che tutti chiedono e che però nessuno vuole (sa?) concretizzare. Attenzione a tirare troppo una corda che, alla fine, si potrebbe spezzare.
Sergio Mutolo
http://www.calciopress.net/news/125/ARTICLE/5076/2008-08-01.html